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martedì 7 giugno 2011

BONSAI'S - Teresa (di haikus)

Sta da sola a Roma come tanti, abita dietro Piazza Bologna con tre gatti. Nella zona lei è fuori età. Si sa che ci stanno in nero gli studenti dell’università. Lavora al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento del Tesoro. Ha una stanza grande e soleggiata, con una pianta vicino alla finestra – giuro – di pomodoro. Lei dice che è una pianta ornamentale, ma ho scommesso coi miei nuovi colleghi che ad agosto ci sarà appeso qualche grosso vegetale. E’ la responsabile per gli approvvigionamenti di cancelleria: da lei trovi carta, penne, fotocopie pronte quando serve.
Ha la moka da caffè, quella da tre. Niente bombola a gas per carità. Fornello elettrico sul davanzale e posacenere se ti va di fumare. Lì si va passando di corsa o facendo finta di aver dimenticato la borsa. Stai pur sicuro che se le stai simpatico ti verrà a cercare per invitarti da lei a chiacchierare. Ti presenterà una tazzina piena di brodino nero bollente e ti parlerà della sua vita piena di niente. Niente figli, niente marito, niente vacanze o gite fuori porta. Solo gatti, mal di testa, ricette romane di cui è ghiotta. E storia vaticana. Sa tutto dei papi, vita morte e beh, anche i miracoli. Ricordo ancora come è cominciata la narrazione della dossologia dei primati romani.
Quel giorno era il compleanno di mio padre e così, nel nulla del caffè, le dissi della ricorrenza. Lei mi chiese il nome di papà. Adriano per l’appunto.  Attaccò allora dicendomi che era un nome importante, di un papa coevo di Carlo Magno… per interromperla dovetti inventarmi un bisognino al bagno.
Non mi ricordo molto dei suoi racconti successivi, ma mi rimase a mente la storia di quel Vescovo di Roma.
Date a Cesare quel che è di Cesare. Adriano I appoggiò il re franco contro l’Impero Romano d’Oriente. E a Dio quel che è di Dio. I due compagni d’arme si scornarono sul culto delle icone e delle immagini sacre. Vinse ovviamente il successore di Pietro Apostolo e continuò così l’adorazione dei santi. Oltre alla produzione di notevoli opere d’arte.
Teresa aveva tra le foto di gatti appese dietro la scrivania un santino raffigurante Sant’Antonio da Padova, appiccicato con lo scotch. La commemorazione del santo cade secondo il calendario liturgico il 13 giugno. Lo so bene io, che sono nato quel giorno.
Non l’ho mai detto a Teresa, in nessuna occasione.
Ovviamente per timore reverenziale della sua cultura e perché del mio patrono conosco già la storia. Sai la noia.

martedì 29 marzo 2011

BONSAI'S - La spesa (di Haikus)

<< C’è da fare la spesa >>. Proposizione affermativa, non interrogativa, non retorica.
Andare al supermercato per sopravvivere. Potresti mangiare lei, le sue carni, lei potrebbe sbranare te, morderti lo stomaco molle. No, non è necessità questa spesa. Siete due serpenti, due urobori insanguinati che si masticano, mole di frantoio l’una sull’altra.
<< Vado io>> dici, per salvarvi dallo scempio dei corpi.
Sui banchi, le insegne commestibili delle vostre unioni e delle vostre divisioni. Il cavolo cappuccio, le bietole, il tofu e laggiù più allegri fagioli e ceci, spezie, carni rosse, formaggi molli.
L’uomo e la donna si baciano per ripetere inconsciamente il gesto comune a molti animali, di nutrire la propria prole depositando il cibo nel loro apparato digerente, bocca a bocca.
E del suo corpo non ti sazi. Uomo, Donna o Dio che sia. Hai bisogno di cibo, carburante.

mercoledì 23 marzo 2011

BONSAI'S - Chocolate Pio (di Haikus)

Book haikus apre le porte ai racconti minimali nonché alle poesie, meglio se haiku. Chiunque può richiedere la pubblicazione del proprio racconto o poesia contattando haikus via mail o come gli garba.  L'etichetta bonsai's caratterizzerà questi brevi esperimenti letterari.
Di seguito il primo di essi, ovviamente del blogger medesimo, dedicato ad un pezzo di T.Waits, "Chocolate Jesus".





CHOCOLATE PIO

Mi mangio il mio bel Padre Pio di cioccolata tutte le mattine. Sì signore, tutte le mattine vado in pasticceria a Pietralcina, e mi sbafo la statuina. Prima la mano benedicente, poi la testa beata e con regolarità, giù tutto il saio. Dicono che il cioccolato metta di buon umore e io quando ho finito di masticare sto proprio meglio, in pace con Dio. Lo ringrazio per il cibo e per le energie che la cioccolata mi fornisce per la giornata.
Tutti qui vanno a messa e su e giù dal Santo.
Io lo prego così, standomene in giro per le viuzze del paese. Ma la domenica vado anch'io a messa. Fuori porta e a digiuno. A piedi poi torno in centro a mangiarmi il Padre Pio e a guardare la gente con la faccia stanca.